1) Ciao Andrea, sei a pieno titolo uno dei batteresti più longevi del panorama musicale della nostra provincia,
ci racconti com'è nata la passione per la batteria?
Bella sturia: da
piccolissimo ero fortemente attratto da tutto ciò che era percussivo,
non solo a livello sonoro, ma anche a livello visivo…chissà perché, non so.
Ho iniziato a percuotere tutto quello che mi capitava per le mani
ma purtroppo per motivi di spazio/rumore ho avuto la mia prima batteria
(che posseggo tutt’ora) a 16 anni.
Ho iniziato a studiare a 15 anni
alla Ottorino Respighi di Sanremo con il maestro Gastaldi, poi varie
lezioni private con il mitico Enzo Cioffi e via via con altri
bravissimi musicisti fino ad arrivare a Calloni, Furian, Baldini.
2) Se non sbaglio la tua avventura nasce con i One Hundred Million People nel lontano 1997 per continuare con
i Mappets e i break-bit; che ricordi hai di quelle esperienze?
In realtà ho iniziato proprio con i Mappets
(Mario Pedone basso, Alessandro- Ciro- Cirilli alla voce e Kua alla
chitarra) dove facevamo cartoni animati e cover miste italiane
straniere, un minestrone divertente dove ho iniziato a girare per
locali, divertirmi facendo le prime esperienze. Naturalmente ho un
ricordo bellissimo legato anche all’età dell’epoca (18).
Quando Kua si
trasferì a Londra partimmo con il progetto dei One Hundred Million
People con Emanuele Rossi che sostituì Kua alla chitarra e facemmo un
repertorio internazionale molto U2, Pearl Jam, Rem, ecc con l’aggiunta
di parecchi brani di nostra produzione davvero interessanti. Una gran
parte di questi pezzi li presentammo a Rock in the Casbah 2002 se non
erro e giuro che quando riascolto quella registrazione ho sempre delle
buonissime sensazioni: bel tiro, ottime melodie, solo che poi è andata
come è andata e non siamo andati oltre il primo demo (Before gettin
old). Peccato, ma non si sa mai!
Finita quell’esperienza ho suonato con
un gruppo di Milano (sbattimento allucinante), poi con gli
electroterrier e contemporaneamente con i Crumbs (Cristian Venola Dj).
Esperienze diversissime ma fortemente volute, credo mi abbiano dato
molto musicalmente perché molto diverse tra loro: rock-house-grunge. Mi
sono trovato batteristicamente molto bene in tutti i progetti, anche se
forse con gli electroterrier ero più me stesso.
3) All'inizio del 2003 dall'incontro con Valerio Venturi, chitarrista conosciuto ed affermato nella provincia,
nascono gli Electroterrier, gruppo new wave/rock, che ti permette di mettere in musica e parole tutta la tua cratività.
Ad agosto dello stesso anno avete partecipato al Red Music Festival e in meno di un anno avete prodotto un demo con 9 pezzi
Raccontaci di questo progetto e i pro e i contro dal passaggio a suonare cover al proporre brani inediti.
Un progetto nato dalla stima reciproca che ci ha portato in breve tempo alla concretizzazione di
brani di nostra produzione dove ho avuto modo di presentare per la
prima volta delle cose mie.
Abbiamo suonato davvero tanto anche fuori
provincia (ricordo Torino, Prato) proponendo uno stile che o lo odi o
lo ami. Oltre al Red abbiamo fatto anche rock in the casbah, dove anche
in quell’occasione abbiamo ricavato un demo live.
Il proporre brani inediti è assolutamente stimolante, ma per chi ascolta non è sempre
così, anzi.
Spesso nei locali è applaudito chi fa cover straconosciute.
Difficile dare torto alle persone che si vogliono divertire ma forse lo
sforzo che deve fare un musicista che decide di proporre i sui brani è
quello di catturare chi lo ascolta coinvolgendolo, affascinarlo.
Con Valerio l’avventura è finita perché avevamo punti di vista differenti
sul progetto e quindi abbiamo smesso di collaborare ma rimane sempre
alta la mia stima nei suoi confronti, come uomo e come artista.
4) Facciamo un passo indietro. Nel 2001, sempre con Valerio Venturi, hai l'oppourtunità di esibirti al
Festival di Sanremo come accompagnatore di Ronan Keating ex cantate dei Boyzone. Che cosa ti ha lasciato quella esperienza?
Matte risate. Veramente un’esperienza super divertente.
Ci han dato il cd di “love in each day” (pezzo memorabile) 2 giorni prima
dell’esibizione. Ovviamente abbiamo suonato in playback quindi non c’
era da fare un gran lavoro (batteristicamente parlando era una cagata),
quindi mi sono concentrato su tutto quello che ruotava intorno: ricordo
con piacere i Bluvertigo (disponibilissimi e sfumazzanti), Britti
(nervosissimo prima di cantare), la Carrà (tutankamon), Elisa e tutti i
matti che ruotavano attorno a loro. Veramente carino il camerino con la
frutta fresca, divanetti.
Poi quando s’è trattato di esibirsi è stato
il massimo: fingere di suonare con uno che non conosci e condividi in
parte è divertentissimo! De Lazzaretti (Il batterista della rai) mi
faceva le facce tipo:”Dai eh, spacca tutto!” Ed io “SI SI!”.
Fantastico.
5) Manifestazioni a te care sono sicuramente Rock in the casbah e il Red Music Festival dove sempre nel 2004 ti classifichi
al primo posto con i Filodiretto (band rappresentante della musica della Pigna) composta dalla premiata ditta Tommy-Tucco
ovvero Tomas Caruso e Marco Turchetto. Visto il grande successo riscosso partecipate a tutte le successive edizioni del Red,
tranne l'ultima e avete l'oppurtunità di partecipare a diversi concorsi di livello nazionale come
Arezzo Wave e Rock Targato Italia. Ci raccontaci qualcosa di questa band e i progetti futuri?
Tommy ha un grandissimo potenziale
come autore. Lo stimo molto e credo che abbia le carte in regola per
avere successo. Quel che ha bisogno è un po’ più di autostima, la
capacità di lasciarsi un po’ andare la determinazione di concretizzare
le belle idee che ha.
Sul futuro della band non posso pronunciarmi
visto che è da un po’ che non collaboro per mancanza di tempo ma se un
domani sii potrà di nuovo suonare ne sarò felice.
6) Attualmente suoni con i Mamafunk, gruppo cover molto apprezzato in riviera e non solo, composto da Kua
(il chitarrista che sa fare di tutto) e Nirav (il bassista tecnico del suono).
Come mai questo ritorno alle origini?
Kua mi ha chiamato per sostituire Mattia ormai 4 anni fa. Sono stato
onorato della chiamata e spero di aver contribuito alla resa finale del
gruppo. Suonare nei mama non è affatto facile anche se forse, per chi
guarda da fuori, può sembrare che è tutto bello, che ci divertiamo da
morire. Spesso è così, ma altre volte la tensione è alta.
Credo sia
normale comunque che in un gruppo che suona tanto ci siano degli
screzi, l’importante è superarli, andarsi incontro e continuare a
lavorare per lo stesso obiettivo.
Quello che stiamo cercando di fare
adesso è integrare i nostri pezzi (ne abbiamo più di 20) nel nostro
ormai famosissimo repertorio. Non è facile, ci stiamo provando.
7) Per chi non ti conoscesse ancora parlaci un po' di te. Che musica ti piace ascoltare, quali sono i tuoi interessi, qual è l'ultimo
film che hai visto al cinema, l'ultimo libro che hai letto e soprattutto come ti vedi fra 10 anni?
Ascolto veramente di tutto. La mia adolescenza è
legata ai Cure, ma mi piace la musica d’autore sia italiana che
straniera, il funk, il rock, il grunge, il jazz a piccole dosi, la
classica…insomma la buona musica.
Mi piace:
suonicchiare la chitarra,
leggere romanzi, passeggiare in inverno vicino al mare in una bella
giornata di sole, la cioccolata al peperoncino (sia liquida che
solida), le poesie brevi e sostanziose, tutti gli animali (sono
vegetariano da 12 anni), scrivere racconti, guardare dvd a letto coi
pop corn fatti in casa, fare gli gnocchi e le tagliatelle, mangiare gli
gnocchi e le tagliatelle, dormire, guidare in vacanza, la vacanza, i
massaggi, le bacchette nuove, gli occhiali da sole, i jeans, le Kikers,
il teatro, il gelato del matuzia, sonnecchiare sul sedile posteriore
della macchina di Nirav stracolma di roba (Tutto il gruppo su una
Scenic, roba da guinness) tornando da Genova alle 3.30 del mattino
parlando di cazzate e cose importanti contemporaneamente, e altre cose…
L’ultimo film che ho visto al cinema è stato “Caos Calmo” dato che sono
un grande fan di Nanni Moretti (in casa ho appeso il poster di “Ecce
bombo”).Purtroppo il film m’ha deluso parecchio…è proprio vero che
crescendo le persone cambiano.
Ultimi libri: “Il cacciatore di
aquiloni” e “Il bar delle grandi speranze” entrambi stupendi.
Tra 10
anni mi vedo ingrassato quel che basta con 2 figlioletti accanto alla
persona che amo.
8) Cosa ne pensi del panorama musicale locale, c'è qualche musicista con cui ti piacerebbe suonare?
A dire la verità ho perso un po’ di vista il giro dei gruppi locali, comunque sia mi
piacerebbe suonare con i Lilian Sound. Sarebbe interessante provare a
fare qualcosa insieme, meglio se inedito.
Mi piace anche Simone Guerrucci e quel pazzo di Gullone.
I Dinamica sono una realtà affermata
da più di 10 anni, gli apprezzo tantissimo sia come musicisti che come
persone, sempre disponibile e sorridenti. Veramente unici, in
particolare vorrei ringraziare Andrea Damele che quando ho avuto
bisogno si è fatto subito avanti.
Per la serie "Ve li ricordate..."
citerei i mitici “Ezechiele 25-17” con i quali avrei diviso il palco
volentierissimo,ma all’epoca ero giovanissimo e alla batteria c’era
Marco, insostituibile.
Ricordo un loro concerto memorabile al Cafè Blu.
Ovviamente all’epoca c’erano anche i mitici Ratamacue che appena
potevo seguivo volentieri per sentire il mio maestro e le stronzate
micidiali che sparavano Raffaele e Larry.
Inoltre troverei gusto nel
riaffiancarmi al mitico Mario Pedone…e chissà un giorno.
9) Visto le tue esperienze possiamo dire che sei un batterista molto versatile, suoneresti mai in un gruppo metal?
Mi piace essere considerato
versatile, ma non esageriamo.
Il metal mi piace ma non lo sento mio. Il
metal è una filosofia, non è solo tecnica, come d’altronde tutti gli
altri generi musicali.
Diciamo che non è nelle mie corde…il massimo
dove mi spingerei è un gruppo stile Rammstain (mi fan strippare) che
forse definire metal è esagerato, o forse no.
Un saluto ai lettori di sanremoworld!
Andrea
Per ultieriori informazioni: www.myspace.com/mamafunkitaly -
www.myspace.com/filodiretto -
L'intervista @ Tonyclifftonprod. - Foto @ Silvia Richichi, Valeria C. & Andrea Di Michele