Quando hai iniziato a suonare e cosa ti ha avvicinato alla musica?
Ho iniziato fin da piccolo con la solita chitarra dello zio e dell'amico, poi finalmente la mia e in seguito, la elettrica una Ibanez Les Paul fantastica che oggi rimpiango.
Hai fatto degli studi classici o sei autodidatta?
Niente studi se non seguendo i vari chitarristi locali dell'epoca. A S.Remo mi aveva dato alcune dritte Massimo Laura per la classica ed un mitico Marcello Sorrone velocissimo.
Per il resto dopo quei minuti passati ad osservare questi 2 incredibili talenti, uno dei quali di scuola Segovia, ho fatto tutto solo e senza l'ausilio di video che ai tempi non sapevamo cosa fossero.
Chi è il chitarrista che più ti ha influenzato?
Una miriade ma in breve sicuramente Eddy Van Halen, anche se non ho mai seguito schemi ben precisi, sono sempre andato per la mia pigra strada di lavoratore strappato alla musica pronto ad imparare ogni novità in modo sintetico reinterpretandolo e mantenendo il mio stile. Poi Steve Vai mi aveva decisamente catapultato nel periodo guitar hero, o ego forse è meglio; poi Satriani, ma il migliore di tutti è un chitarrista jazz-rock scomparso il carissimo Shawn Lane, un mostro di bravura anche musicale. Se si ascolta Centrifugal funk di Frank Gambale si trova Shawn Lane, disco icona del virtuosismo chitarristico. Steve hackett lo dimenticavo, l'ho amato per la sua musicalità e dolcezza.
Cosa ascolti abitualmente e quali sono i dischi che più hai amato?
Second out dei Genesis ai tempi, ma in seguito tutta la discografia con Peter Gabriel.
Deep purple, un po' tutti, Judas priest, Iron maiden, Van Halen, David Lee Roth, Toto, Dream theater, Ozzy, molto jazz possibilmente, Miles Davis, George Benson, Pat Metheney, i soliti noti per noi tardoni del '60.
Hai abitato per molto tempo a Milano,hai avuto delle esperienze musicali rilevanti nel frattempo?
Bè Milano mi ha aiutato ad inserirmi in un contesto molto competitivo, dove il musicista è messo a dura prova dall'aggressività metropolitana. La fame la fa da padrona e siccome non ne avevo, non potevo competere, comunque mi ero preparato per 4 mesi di studio secchi, durissimi, per un concorso a Roma che quasi stavo per vincere tra un migliaio di partecipanti...i 2 vincitori erano dell'organizzazione, Università della musica di Roma... per cui vai a vedere...
poi andai a Miami grazie al mio fidanzamento con la produttrice di Eric Clapton e di Rod Stewart e lì feci alcuni lavori in studio, dove conobbi molti neri che mi diedero delle dritte su come essere più sensibile allo strumento, solo che su questo periodo ci sarebbe da scrivere un libro. Cheryl Dowd, la mia ex, era la giovane moglie dello scomparso Tom Dowd che aveva fondato la Atlantic record e inventato la stereofonia in registrazione e prodotto il meglio della storia musicale d'America, per cui sono stato un anno e mezzo a contatto con un sogno, poi la realtà e la carriera parallela, mi avevano riportato in Italia coi miei piedini per terra certo che gli Americani avrebbero potuto fare a meno di me...
Quando sei ritornato a Sanremo quale è stata la tua impressione sulla scena musicale cittadina?
La scena cittadina è fiorente di ottimi elementi per tutti gli strumenti. Devo solo riferire che Milano insegna ad essere più aperti mentalmente a tutti i gusti musicali e rispettarli soprattutto con critiche costruttive, non disfattistiche come spesso accade qui. Inoltre molti ragazzi qui rifiutano la sperimentazione e l'up grade verso strumenti innovativi, come se fosse sufficiente sopravvivere dell'eredità e sperperarla quando invece, si può e si deve arricchirla, questa è cultura e competitività, altrimenti non si farà mai nulla di buono contro i colossi d'Italia, vedi le scuole milanesi, bolognesi, romane, napoletane, torinesi, ecc... noi camminiamo, loro volano...
Da qualche tempo gestisci un negozio di strumenti musicali, puoi parlarci di questa tua nuova esperienza e del perchè hai fatto questa scelta?
Sarò sincero e sentimentale, perchè colpa del lavoro e della mia carriera nella moda, ultimamente ho lasciato perdere per un po' la passione della musica, gli amici, la famiglia, e Sanremo, la città dove ho le mie radici. Poi mio figlio ha fatto il resto. Cosa potevo intraprendere in questa città con le mie colorite esperienze trascorse? Bene ho preso un rischio enorme che pian piano si è rivelato azzeccato. Continuo ad essere preoccupato per la situazione economica locale che non permette grossi investimenti in strumenti, ma grazie alla ricerca di prodotti qualità prezzo si da ai giovani musicisti ottimi strumenti per imparare ed ai professionisti ciò che richiedono, come qualsiasi negozio e a prezzi competitivi.
Sicuramente avrai conosciuto nuovi e giovani chitarristi, che impressione ti sei fatto sulle nuove leve?
Certamente ho conosciuto dei bravissimi chitarristi locali e non voglio fare nomi per discrezione di coloro che stanno crescendo e magari devono migliorare. Comunque tra tutti un nome lo faccio col benestare degli altri ed è Simone Guerrucci, un nome che deve garantire la serietà dei musicisti, un ragazzo che usa la musica per goderne ed apprezzarne sfumature che vanno oltre l'ego strumentale... l'esperienza lo aiuterà a trovare una dimensione commerciale di spicco e tutti dovremmo puntare su di lui per fare da traino alla visibilità degli artisti locali fuori dal solito quartierino...
Oltre a suonare la chitarra, hai mai scritto o registrato qualcosa di tuo?
Come tutti, ho anch'io qualche registrazione oltre a quelle degli Strangers e dei R.e.movement degli anni 80, cose composte con le tastiere adattate alle chitarre, ho pochi testi, scritti per evadere dallo schema del chitarrista muto...
Qual'è stato il più grande personaggio musicale con cui hai avuto a che fare?
E qui ti volevo, grazie al mio lavoro a Milano ho conosciuto tutto quello che un musicista sognerebbe almeno una volta, finirei per sembrare un gasato, ma la lista è lunghissima, faccio solo qualche nome tra cui Eric Clapton che firmò la mia Strat, Phil Collins (+Genesis) che mi invitò al concerto dei Genesis a Nizza, Peter Gabriel, Steven Taylor e Jo Perry degli Aerosmith, Ritchy Kotzen, Herbie Hankock, Elton Jhon, Steve Howe (Yes), Madonna, Back street boys, Take that, ecc... tra quelli commerciali
Comunque tra tutti ho avuto a che fare con Elton Jhon, per quasi 10 anni sono stato il suo gioielliere ma di musica non abbiamo mai parlato... mentre con Steven Taylor ed Eric Clapton si, anzi gli avevo fatto ascoltare una mia demo... bei ricordi bei sogni e poi si ritorna coi piedi per terra...
Vuoi citare o ringraziare qualcuno che ti sta a cuore?
Prima di tutto ringrazio voi che avete contribuito al mio reinserimento in città ed all'affermazione della mia piccola attività... e di questo non sarò mai abbastanza riconoscente.
Poi senza far nomi, ringrazio tutti i ragazzi che hanno capito che comunque sono disponibile e serio, a volte magari irrequieto, ma pronto a dare una mano;
ringrazio anche coloro che sono sempre insoddisfatti del mio negozio, ma spero che un giorno capiranno che tutto costa enormemente e che se non entra un anima a comprare nonostante i prezzi trattabili, non posso creare un museo per fantasmi...
Un nome lo faccio, grazie Larry!!!
L'intervista @ Tonyclifftonprod.