1) Ciao Simone, ti va di raccontarci come è nata la tua passione per la chitarra?
Intanto devo dire che grazie ai miei genitori, in particolare a mio padre, il primo chitarrista della famiglia, alcuni esemplari di questo strumento meraviglioso si trovavano in casa mia da ancora prima che io nascessi. Probabilmente ne rimasi affascinato da subito, tant'è che esistono delle fotografie che mi ritraggono piccolissimo con una chitarra in braccio, anche se in pose piuttosto improbabili, a dire il vero... Le prime lezioni di teoria, solfeggio e metodo classico risalgono al 1994; poi, intorno ai 10 anni, ho cominciato ad ascoltare musica in modo più o meno serio; da quel momento mi è sempre venuto istintivo riprodurre canzoni ad orecchio e scomporre mentalmente le varie parti di cui si componevano i dischi che apprezzavo; ancora oggi il metodo è all'incirca lo stesso, anche se ovviamente un po' perfezionato!
2) Riesci a spaziare dal rock, alla new age, passando dall'elettronica per finire con il metal, quale di questi generi prediligi di più?
Direi che il mio orecchio è prevalentemente rock, forse ultimamente mi era un po' passato dalla testa ma lo sto riscoprendo giorno dopo giorno. L'elettronica mi affascina per l'infinità di situazioni ed atmosfere che se ne possono ricavare, nonchè per la cura che si può riuscire ad esprimere nei confronti dei singoli suoni, concetto valido anche per quanto riguarda la new age. Il metal mi piace a piccole dosi: a volte, quando non è particolarmente studiato, può diventare noioso e di cattivo gusto, ma bisogna anche dire che, quando è accompagnato da grandi idee, può dar vita a canzoni ed album straordinari.
3) Se ti dico Feedback cosa ti viene in mente?
E' stato il viaggio di alcuni bambini, tra cui il sottoscritto ed il mio buon amico Stefano "Battero" Foglia, che per la prima volta provano a suonare fuori dalle mura di casa, si ritrovano a sognare in chiave di violino e pian piano cominciano a crescere, grazie ad una serie di esperienze musicali ed umane, positive o negative, più o meno lunghe, comunque importanti e formatve per quello che è il nostro presente e, spero, per quello che sarà il nostro futuro.
4) The Edge, David Gilmour, Joe Satriani, Eric Johnson e John Petrucci: possiamo dire che sei un mix di questi chitarristi o prediligi lo stile di qualcuno in particolare?
E' possibile che il mio stile sia una sorta di sintesi, seppur limitata, visto che ovviamente sono molto meno bravo di tutti questi grandi personaggi. Sono comunque contento di essermi appassionato a musicisti dotati di grande personalità, di tocco e di gusto, oltre che di notevoli doti tecniche; soprattutto The Edge, chitarrista straordinario, che non smette mai di sorprendermi ed ispirarmi. Esistono comunque molte altre sonorità da cui ogni giorno vengo colpito, più o meno consapevolemte, spesso anche in modo casuale, e credo che vadano tutte a confluire nella mia idea di "suono". Tra i non chitarristi, ci terrei moltissimo a citare John Myung, che mi rapisce sempre grazie alla spazialità ed alla magia che solo il suono del suo basso riesce ad esprimere. So che bisogna fare molta attenzione per riuscire a sentirlo, ma ne vale sempre la pena.
5) Al momento, oltre al progetto da solista, suoni con l'amico di sempre Stefano "Battero" Foglia nei Dayan Same e in un tributo ai Dream Theater con il grande Fulvio Gaslini; ci racconti i progetti futuri di queste due band?
Con i Dayan abbiamo passato un lungo perido di stallo, impostoci anche dalle distanze che ci dividono per buona parte del tempo; nell'ultimo periodo comunque alcune nuove idee hanno cominciato a vedere la luce, oltretutto con una velocità sorprendente; sono sicuro che nei prossimi mesi il nostro nome tornerà in qualche modo a comparire. Per quanto riguarda invece gli Images & Dreams, stiamo selezionando e remixando il materiale ricavato da ore ed ore di prove registrate, in modo da ottenere un disco che possa essere per noi (ma non solo) un ottimo ricordo, sia per ragioni affettive che per la qualità del prodotto.
6) Con quali musicisti del panorama musicale locale ti piacerebbe suonare?
Sono molti i musicisti locali che stimo, in particolare i Blackout, Geoffrey De Vai, Andrea Di Michele e tantissimi altri. Ad ogni modo, musicalmente parlando, il mio partner ideale rimane sempre e comuqnue Giovanni Tozzi, cantante straordinario nonchè amico prezioso, con il quale ho, ormai da qualche anno, la fortuna di poter condividere bellissime esperienze, su e giù dal palco.
7) Nel giugno del 2007 hai conseguito il diploma di tecnico del suono, assistente di produzione e programmatore midi, presso l’Accademia Roland di Genova e ad ottobre dello stesso anno è uscito "Out of The Blue", ultimo dei 10 album che hai all'attivo, il primo ufficialmente distribuito, interamente suonato, mixato e registrato da te. Con questo background ti senti un ragazzo di 22 anni o pensi di essere più maturo della tua età?
Sono sicuramente contento di quello che sono riuscito a combinare finora, ma mi piace pensare che si possa sempre e comunque fare di più, per cui continuo a lavorare, ansioso di poter affronare il prossimo livello!
8)Cosa pensi dello strapotere delle Major, e dello stato in cui versa la musica italiana?
Credo che la situazione sia delicata, molto più qui che in altre parti del mondo; purtroppo in Italia si ha l'abitudine di seguire sempre esempi sbagliati, e forse per questo si finisce con l'inserirsi in sistemi troppo grandi perchè persone così inesperte possano riuscire a controllarli, così alla fine sono loro a controllare noi. Credo comunque che parte della colpa sia di attribuire alle eccessive nostalgie di noi musicisti, troppo abituati a glorificare il passato. Così facendo rendiamo il presente povero di idee, condannandoci da soli ad un futuro arido. Sono ancora convinto che un'idea nuova non possa essere ignorata. Ogni decennio deve poter contare sui propri Beatles, non ci si può basare per 50 anni sulle stesse idee, per quanto grandiose ed irripetibili. Gruppi come U2, Nirvana e Radiohead hanno provato a muovere qualcosa, ma ormai cominciano ad avere i loro annetti sulle spalle; ora serve dell'altro.
9) Fino ad ora abbiamo conosciuto il Guerrucci musicista, ora ti va di raccontarci come sei nella vita privata?
Direi che sono una persona tranquilla e riservata, perlopiù solitario e di poche parole, ma mi piace trovare argomenti e persone giuste per intrattenere lunghe ed interessanti conversazioni, ovviamente in situazioni abbastanza ristrette e tranquille da poterlo permettere. Sogno una famiglia ed un lavoro che mi permetta di mantenerla. Dedico molto tempo ad esercitarmi con la chiatarra e con ciò che riguarda la produzione audio digitale, cercando sempre di fare meno rumore possibile.
10) Qual è il tuo piatto preferito? L'ultimo film che hai visto e l'ultimo libro che hai letto?
Da buon italiano adoro la pizza, ma ultimamente sono stato contagiato dalla mania per il kebab. Non guardo molti film, mi piacciono esclusivamente quelli che fanno ridere, meglio se a cartoni; tra gli ultimi usciti, "I Simpson" è quello che preferisco. Per quanto riguarda i libri, ho letto da poco la biografia "U2 by U2", in generale sono solito rileggere più volte i titoli che più mi colpiscono. Tra gli autori apprezzo molto Hesse, mi piacciono anche i saggi che indagano su psicologia e filosofia.
11) So anche che sei appassionato di fotografia e di viaggi, qual è stato l'ultimo posto dove sei andato e quale quello dove ti piacerebbe andare?
A febbraio ho trascorso una bellissima settimana ad Ortisei, sulle Dolomiti. In futuro mi piacerebbe riuscire a visitare e fotografare i vari deserti sparsi per il mondo, un mio chiodo fisso. L'arcipelago di Capo Verde, a largo del Senegal, è ancora il luogo più incredibile che io abbia mai visto.
12) Progetti futuri?
Assieme ad un mio caro amico ne stiamo coltivando uno che reputo estremamente interessante perchè ci permette di esprimerci in modo più completo di quanto avessimo mai fatto prima; sicuramente la chitarra continuerà ad avere un ruolo di rilievo, ma anche l'elettronica avrà una grande importanza. Per il momento non posso dire di più, ma presto il progetto sarà svelato ufficialmente.
Per ultieriori informazioni:
www.myspace.com/theeyeofsilence -
www.simoneguerrucci.it
L'intervista @ Tonyclifftonprod. - Foto @ Silvia Richichi, Arrigo Baroni & Simone Guerrucci
LA BIO
In costante equilibrio tra il rock, l’elettronica e la new age, la musica di Simone Guerrucci è il frutto di un personale approccio nei confronti della chitarra, di un metodo compositivo che antepone l’atmosfera al virtuosismo, di una continua ricerca di uno stile caratterizzato da pochi suoni, puliti ed intensi, in grado di rilassare e comunicare profondità, derivanti da uno studio a 360 gradi dell’effettistica e di tutto ciò che concerne il mondo della produzione digitale.
Nato a Sanremo nel 1986, dimostra sin dai primi anni di vita una forte attitudine nei confronti della musica. Il suo approccio alla chitarra classica è datato 1994, mentre risale al Giugno del 2007 il conseguimento da parte sua del diploma di Tecnico del suono, assistente di produzione e programmatore MIDI, presso l’Accademia Roland di Genova, in seguito ad un corso intensivo che amplia le sue competenze nella composizione mediante l’informatica musicale, oltre che nelle attività di studio.
A partire dal 2000 incomincia a collezionare importanti esperienze formative nelle fila di alcune band locali, dapprima divenendo frontman e principale compositore all’interno dei Feedback, dopodichè partecipando in veste di chitarrista al progetto Dayan Same, formazione di stampo rock con influenze progressive. Parallelamente a questa ultima situazione, tuttora attiva, inizia a portare avanti un progetto solista, strumentale, che lo porta ad esplorare le strade della musica d’ambiente. Nel corso del 2007, le sue composizioni trovano spazio all’interno della raccolta intitolata “Out of The Blue”, la cui uscita, per conto della Videoradio Ed. Musicali, avviene nel mese di Ottobre.