SANREMO, 21 DICEMBRE 2007 - MAURIZIO FERRANDINI UN CANTAUTORE COSTANTE MA DISCOSTANTE
Cosa ti ha spinto a scrivere canzoni e cosa ti spinge a continuare?
Il bisogno assoluto di comunicare tutto quello che avevo dentro e che non sapevo esternare da ragazzino…poi sono cresciuto e mi sono fatto prendere la mano.
I tuo dischi suonano moderni, come effettui la produzione dei brani?
Faccio tutto da solo nel mio studio…oggi come oggi si può riuscire a produrre un disco con 1/10 delle risorse economiche che si impiegavano solo fino a 5 o 6 anni fa…anzi proprio nell’ultimo mese ho risistemato la mia strumentazione e adesso l’unica cosa che mi potrebbe servire sono due braccia artificiali aggiuntive.
Che impressione ti sei fatto della scena musicale italiana?
Orribile perché non ha idee proprie ma vive scimmiottando e subendo tutto quello che arriva in genere “dal di fuori”…per altro ben ci sta visto che in Italia oltre a non avere cultura politica e sportiva non abbiamo neanche quella musicale…intendendo per ciò una sorta di cultura alla “SCHOOL OF ROCK” e non l’utilizzo del quaderno pentagrammato alle scuole medie.
E quella della tua città di nascita, cioè Sanremo?
A sanremo non c’è un vero “movimento musicale”…quel poco che si fa lo si deve a un manipolo di appassionati che hanno iniziato da ragazzini a suonare il rock per evadere dalla routine e sono poi diventati anche organizzatori. Purtroppo, per quanto sia lodevole e professionale il loro impegno, non basta per dare un supporto concreto a eventuali talenti che probabilmente esistono nella nostra città…
Secondo me l’assessorato al turismo dovrebbe stampare meno volantini e magari impegnare qualche risorsa economica per una figura nuova da inserire nella propria struttura, una sorta di “talent scout” che vada in giro a cercare talenti e li faccia suonare anche se non sono suoi compagni di bevute.
Come ho scritto più volte sulle pagine del mio sito: Un artista vero non dovrebbe mai chiedere per favore a nessuno.
Vuoi rivelarci quali artisti ti hanno maggiormente influenzato?
Tutta la musica d’autore italiana preferibilmente quella più rockeggiante, da Finardi a Vasco agli storici Decibel o gli skiantos e il classic rock americano
Qual è il tuo disco a cui sei più legato?
Tra demonio e santità di Alberto Fortis (1980) ...una rock suite quasi unica nel genere.
Perché, per citare un tuo testo, canti nei dischi e vivi nei dischi?
Questa domanda mi piace moltissimo, è davvero intelligente: Visto il panorama penso sia giusto produrre musica, nella maniera che più mi piace… questa è la mia idea di musica…quando saranno maturi i tempi o forse anche le persone o meglio ” i gestori della macchina”, potrebbe essere che si riesca a passare dai dischi ai palchi senza dovere pagare “la penale della cover”…per il momento trovo molto interessante cavalcare l’onda impazzita della rete…spedisco dischi in Cina e in Giappone, in Nord America e Centro America…dove non arriva la posta arriva la rete…è senza dubbio una sensazione piacevole per chi ha iniziato a registrare nastri con il “geloso”.
La cosa che ti gratificherebbe di più in campo musicale?
Scrivere per un “cantante” di successo…o meglio ancora…uno di successo che non si scrive le canzoni e magari stimo pure …per esempio mi piacerebbe scrivere per Elisa o Irene Grandi…tra i più giovani mi piace molto Simone Patrizi.
E la cosa che ti infastidisce di più nella società?
La droga e la leggerezza con cui viene trattata nell’ambito musicale.
I ragazzi del 70 ci si sono uccisi ma avevano delle attenuanti, quelli della mia generazione hanno potuto valutare meglio e scegliere, quelli di oggi se si drogano lo fanno in piena coscienza, quindi non tollero nessun tipo di velato consiglio fosse anche per le droghe leggere.
Sono peraltro convinto che l’effetto su un 30enne non sia identico su un minorenne e visto che i minorenni hanno i più grandi come esempio sarebbe sensato farsi portatori di un messaggio pulito anche senza essere necessariamente bacchettoni.
Puoi dirci che cosa ascolti ultimamente?
The killers, Foo fighters, Editors.
Cosa ti ha fatto decidere di stare al lato del tuo sentimento, non essere di destra di sinistra o al centro?
Ho buone conoscenze in materia politica sia per gli studi che ho fatto sia perché mio papà ha vissuto nel campo fino a poco prima di morire, HO LE MIE IDEE BEN CHIARE ma ritengo che la politica nella musica sia PURA E SEMPLICE PROPAGANDA…quindi preferisco tenere le mie idee nello stomaco e non farmi portatore degli interesse di nessuna “fazione”.
Cos’è “La trattoria dell’orsogatto” oltre ad una bella canzone?
E’ un governo ideale, dal quale non vorrei mai essere governato…L’orsogatto è il PANDA MAGGIORE per i cinesi, animale goffo e abbastanza indifeso…un po’ come il cuoco della mia trattoria…
Quali canali usi per la diffusione della tua musica?
Internet…l’unico canale che è rimasto per chi ha un prodotto personale.
Progetti per il futuro?
Breve tour per l’italia con i 3+1 per caso e due collaborazioni con amici cantautori…per scaramanzia non dico i nomi ma ho già i pezzi pronti.
Infine sto lavorando sul nuovo disco che avrà una lunga gestazione e che sarà il seguito ideale di Rocktattoo (2002)...ma posso sempre cambiare idea...alla EastRock sono accondiscendenti.
BIO Maurizio Ferrandini
Cantautore.
Nato nel 1969 a San Remo, laureato nel ramo amministrativo di scienze politiche con una tesi sul Modernismo, fin da ragazzino impara a strimpellare tutti gli strumenti musicali con il solo fine di dare una base alle invenzioni melodiche che lo dominano in ogni scelta di vita.
Musicista, poeta, grafico ,web designer...non ci sono modi per definire la globalità di un artista che si considera DISCOSTANTE, perchè canta nei dischi, perchè vive nei dischi e che sconfina in ogni ambito artistico con il solo ausilio dell'isitinto.
Maurizio da sempre cura tutte le sue produzioni, suonando gli strumenti, arrangiando ,mixando e soprattutto mettendo tutta la sua anima nell'arte della canzone.
Dopo le prime esperienze con il gruppo Lunar Sex, produce il suo primo demotape MURI nel 1988 e prosegue con una serie infinita di nastri fino al 1997 ,anno di pubblicazione del suo primo lavoro su disco; CATTIVA QUALITA' .Dischi di Cattiva Qualità diventa anche l'etichettta con cui Maurizio produrrà tutti i suoi dischi successivi .
Negli anni ,Ferrandini affina la sua vena poetica alla ricerca di un nuovo livello della musica d'autore:fuori dal coro, indipendente, rock, ma soprattutto, esclusivamente alla sua maniera. Maurizio non ama essere etichettato o seguire sistemi standardizzati, per questo cura da se le sue produzioni discografiche ,dalla scelta dei suoni alle veste grafica.
Il risultato è quello che si conosce:un rock d'autore sensibile, graffiante, istintivo e innovativo, coerente con un personaggio che non può fare ameno delle canzoni.
Per ultieriori informazioni: URL MySpace:
www.myspace.com/maurizioferrandini.
L'intervista @ Tonyclifftonprod.