Conobbi Simone Parisi come fan della Ratamacue band,il gruppo con cui suonavo negli anni '90.
La nostra amicizia però iniziò quando gli proposi di fare un dj set prima dei concerti di Rock in the Casbah (festival rock nel centro storico di Sanremo N.d.r.), e piano piano mi accorsi che oltre a mettere dei dischi in sintonia con il festival, il nostro aveva una facilità di parola che gli consentiva di comunicare con il pubblico e metterlo in sintonia con il feeling delle serate.
Così divenne una colonna portante di Rock in the Casbah.
In seguito divenne il mio più fedele collaboratore per vari eventi come "La Notte Bianca" - "La festa della Musica" - "Sanremoff" - "Tencoff" - "Que Noche Pigna" ed altri ancora.
Passiamo ore ore a parlare di musica, dischi, concerti e artisti in genere o di come organizzare questo o quell'evento e io mi diverto a elargirgli perle di saggezza per quanto riguarda i fumetti, altra passione che abbiamo in comune.
In lui riconosco un'innata capacità per stare sul palco ed intrattenere il pubblico ma sempre con argomenti attinenti allo show e notizie precise sugli artisti che si esibiranno.
E poi...come non citare i suoi splendidi dj set infarciti di rock e musiche che altri dj non conoscono neanche.
Come è iniziata la tua carriera di DJ e cosa ti ha avvicinato alla musica?
Iniziò tutto sul finire degli anni 80. Per la precisione nell'87. La musica ha sempre avuto su di me l'effetto di un tramonto : impossibile non rimanere ad ammirarlo, come impossibile fu cercare di stare alla larga da quel mondo. Poi ho sempre avuto bisogno di un palco, ci sto bene, mi sento vivo, mi da la possibilità di vivere il mio essere istrione, lo sono non posso certo negarlo. Quella del dj, poi, è stata una folgorazione ma anche un paliativo: non ho il talento per suonare nessuno strumento... l'unico modo per cibarmi di musica era quello di selezionarla.
Quali sono secondo te i più grandi artisti in campo musicale?
Elvis ha insegnato qualcosa a tutti, dopo i Beatles nulla fu uguale, una volta per un capodanno al vecchio Sailors mi sono truccato come Peter Gabriel nella copertina di Play - live e sono sempre stato fans dei Depeche Mode. Vorrei tanto saper comporre come Ivano Fossati perchè De Andrè è sempre stato troppo, inarrivabile. Poi come non citare Frank Zappa ... una volta al vecchio Cafè Blu ho inventato un Concept dj set, solo musica sua. Per finire Bob Marley, basta la parola.
Come vedi la situazione musicale in Italia?
Tutto ciò che mi sembra interessante sembra provenire essenzialmente da un canale alternativo. Certo il coraggio della produzione deve essere supportato da un coraggio d'ascolto ... Forse con le nuove tecnologie si è più portati a scoprire, informarsi è più facile ma una cosa diventa fondamentale: l'intento. Per me la musica è cultura, è espressione è ciò che manca alla poesia e ciò che la poesia non può evitare ... Con questi presupposti l'ascolto finirà per premiare le idee, perchè qualcuno con cose da dire in Italia c'è !
Oltre che DJ sei presentatore ufficiale di Rock in the Casbah,cosa ci racconti in proposito?
Quella del presentatore è ormai una mia attività importante. Rock in the casbah è tutto e pure il suo contario. E' una cosa che non c'è da nessun'altra parte nelle stesse modalità. E' l'emozione allo stato puro. Ho inventato un modo particolare di presentare, quello di fare radio in diretta, al momento ed ogni sera passata lassù mi ha regalato qualcosa di unico. Rock in the casbah è il rock'n'roll. Poi è stato il primo Festival a portare Frankie Hi-nrg a Sanremo... prima del Festival con la Effe maiuscola !
Perchè il rock'n'roll?
Il rock'n'roll è un modo di vivere, è qualcosa che hai o non puoi nemmeno immaginare. Duke Ellington diceva che nella vita non sarai mai nulla se non hai lo swing, ecco cos'è il rock'n'roll. Quella roba che ti pulsa dentro e che ti fa prendere le cose dalla parte migliore.
Parlaci della tua esperienza di organizzatore?
E' il modo migliore per mettere in comunicazione chi ha qualcosa da dire (l'artista) con chi ha la voglia di ascoltare (il pubblico). Forse sono un artista mancato (se si legge il mio Myspace addirittura morto), forse sono il pubblico ideale ed allora organizzo, o almeno coordino, mi prodigo, aiuto affinchè tutto sia sempre più professionale.
E quella di attore teatrale?
Iniziai nel 1994 come caratterista nella Compagnia Stabile Città di Sanremo, nel 1995 vinsi il premio come miglior attor giovane al festival di Pigna. Poi passai alla lingua italiana con Il teatro del Banchero ed Il movente - intento teatrale. Ho imparato certe regole di palco e di spettacolo che altrimenti ora non avrei, il teatro è la cosa più vera che si possa fare su di un palcoscenico, lassù non si finge e si suda tantissimo. Si impara la disciplina del palco, l'ascolto.
Una definizione di SHOW.
Tra il dire ed il fare c'è di mezzo il rock'n'roll. Oppure senti questa ... Lo show è il colore di una stella .. (che non sono tutti uguali...)
Quali sono secondo te i più interessanti artisti giovani del panorama musicale italiano?
Cristina Donà che ha una produzione estremamente British, considero grandissimi gli Afterhours che mi sembra abbiano ancora molte cose da dire, mi piace Paolo Benvegnù che esce ora con un nuovo cd, i 3 allegri ragazzi morti che dal vivo sono enormi. Vorrei però citare assolutamente Dj Gruff, provate ad ascoltarlo un poco ... l'hip-hop in Italia è lui e pochissimi altri. Menzione speciale per i miei amici Malamonroe che hanno infilato me e Larry nei ringraziamenti del loro ultimo singolo .... e i Baustelle che sono usciti ora con un gran disco e che ho presentato 2 anni fa a rock in the casbah.
Un disco che salveresti dal diluvio universale, solo uno.
ULTRA dei Depeche Mode. L'ho sentito con l'anima prima che con le orecchie, non lo dimenticherò mai.
Quali saranno i tuoi prossimi impegni?
SanremOff prima di tutto. Poi 2 o 3 idee io e Larry le tireremo fuori, anzi ... occhio agli inviti con le facce di Elvis e dei Beatles ....
Qual'è stata la tua più grande soddisfazione a livello professionale?
Recitare Alice nel Paese delle meraviglie (dove interpretavo la regina di cuori, si proprio lei) allo Sporting di Montecarlo. Più che soddisfazione direi emozione, è un teatro molto suggestivo. Musicalmente Que noche Pigna di quest'anno. 150 persone che seguivano tutte le mie pazzie e mi ballavano Elvis ... bello bello.
Un saluto a chi vuoi tu.
A John Lennon. Ho scoperto tardi l'importanza dei Beatles, ma ora non ne posso più fare a meno, anzi visto che ho voglia di emozionarmi mi metto su "A day in the life", ha una voce che mette i brividi.
Per ulteriori informazioni: www.myspace.com/radiomandrake
L'intervista @ Tonyclifftonprod.