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SANREMO, 23 GENNAIO 2008 - ANDREA DE MARTINI, "UN SAX PER TUTTE LE STAGIONI"
Andrea De Martini    

Il suo gruppo vanta musicisti bravissimi e presenti nella scena musicale da molto tempo, com'è la formazione? ci parli di loro
L’attuale formazione comprende Riccardo Anfosso chitarre, Alberto Miccichè basso elettrico, Martino Biancheri tromba, Enzo Cioffi batteria, Belisario Fauzzi percussioni, Andrea De Martini sax e flauto. Sono musicisti che sono sulle scene chi più chi meno da circa 20 anni, con esperienze non solo in ambito jazzistico ma su più fronti. Per chi volesse approfondire Nel nostro sito www.cooperativacmc.com vengono riportate le schede biografiche di ciascuno.

Quando e come nasce la vostra collaborazione? Ed il nome "Soy Califa", che origini ha?
La collaborazione ha origine lontane, diciamo che il nucleo storico (ovvero io, Enzo, Riccardo e Martino) si è conosciuto ai tempi della Sanremo Jazz Big Band and Quintet, quindi ti parlo di circa 18 anni fa. Da quel momento abbiamo iniziato a suonare assieme in formazioni varie con diversi musicisti della zona, tra cui voglio ricordare massimo berardi e giuliano raimondo. La formazione attuale ed assieme il nome sono nati all’incirca nel 2002. il nome deriva da una composizione del sassofonista Dexter Gordon chiamata appunto soy califa e contenuta in uno splendido album “Swinging Affair”.

Martino  Biancheri Questa è la formazione originale o ci sono stati dei cambiamenti durante il vostro percorso?
Si come Soy Califa questa è la formazione originale. A differenza di quanto può avvenire nella musica pop nel nostro ambito non abbiamo avuto dei cambiamenti veri e propri di formazione ma piuttosto delle collaborazioni momentanee anche se ripetute. Ad es. in diverse occasioni hanno suonato con noi in sostituzione dei titolari, bassisti come Fabrizio Bruzzone, Giuliano Raimondo, Luciano Susto, Sergio Barletta, Matis Massimiliano, chitarristi quali Filippo Tarditi, ed altri…

Una domanda che faccio a tutti: siete persone che suonano assieme o siete anche amici? Quanto contano i rapporti personali all'interno di una band?
Il conoscersi da tanto tempo ha consolidato non solo la nostra coesione musicale ma anche quella personale. Non c’è un leader all’interno del gruppo, ci sono sei leaders con sei personalità. Certo questo a volte può generare delle incomprensioni e degli scontri, dopotutto come succede in ogni famiglia o tra amici.

Passiamo alla musica "suonata": nei vostri brani si possono trovare ritmi latini, swing, funk, blues e molte altre influenze. Tutto ciò nasce spontaneamente unendo le esperienze di ogni membro della band o avete scelto volutamente di mischiare tutti questi generi?
Riccardo Anfosso Non c’è stata una scelta a tavolino vera e propria, diciamo che con l’introduzione delle percussioni ci siamo indirizzati verso quei generi che meglio potessero amalgamare il nostro suono fatto di chitarre , fiati e di una solida base ritmica, come per l’appunto il latin jazz o il funky. Abbiamo cercato di sviluppare un nostro sound che ci distinguesse dalle altre formazioni di jazz soprattutto ed è per questo che si è cercato di riproporre standard poco conosciuti o comunque arrangiati diversamente e soprattutto brani originali in particolare di Martino Biancheri e Alberto Miccihè.

Durante una vostra serata, quanto spazio è dedicato all'improvvisazione?
Molto, forse a volte anche troppo he he he…, a parte gli scherzi è giusto sottolineare che comunque la nostra è comunque una musica con una matrice jazzistica e quindi per noi è molto importante poterci esprimere con libertà.

Una domanda alla quale si può rispondere in mille modi diversi: che cos'è il Jazz?
Una forma di espressione, un linguaggio,. Nel jazz non è importante il brano che si esegue, ma come si esegue. Si può fare jazz suonando Lucio Battisti come Bob Marley.

Enzo Cioffi Io sono stato spettatore di parecchie vostre esibizioni e la vostra musica ha sempre qualcosa che mi "cattura". Quali sono gli ingredienti fondamentali dei Soy Califa?
Credo soprattutto la spontaneità. Quando suoniamo rilassati, e in più con gioia e divertimento credo che riusciamo a trasmettere la nostra genuinità al pubblico. Credo che quando si suona con convinzione, mettendoci tutto noi stessi, questo si avverta dal pubblico aldilà del genere che può piacere o meno.

Riguardo il coinvolgimento del pubblico, si sente spesso dire (in generale) che c'è poca partecipazione o interesse da parte del pubblico "ignorante", inteso come non-musicisti o non-operatori del settore. Lei pensa che la gente sia così difficile da conquistare con la propria musica?
Ritengo che il gusto musicale si crei con l’ascolto. Personalmente sono cresciuto con i dischi dei miei fratelli (genesis, camel, kansas, zappa, tubes…) e da li poi mi sono avvicinato sempre di più al jazz e alla musica classica. Ma oggi ascolto praticamente di tutto da Sonny Rollins ai Rage Against Machine, C’è poca educazione all’ascolto e poche opportunità di ascoltare determinati generi. La radio o la televisione trasmettono quasi esclusivamente musica commerciale. Forse con l’avvento di internet è cambiato qualcosa e c’è più possibilità di scoprire nuovi sounds e nuovi generi.

Alberto Miccichè Tornando a voi, ci sono progetti particolari in cantiere?
Attualmente stiamo lavorando ad un disco composto da brani originali di Martino Biancheri tra i quali alcuni cantati in dialetto di vallebona (dallo stesso Martino).

Singolarmente portate avanti dei progetti paralleli? vi si può sentire anche in altri ambiti?
Si ciascuno ha propri progetti o collaborazioni con altre formazioni e musicisti non solo della zona ma anche provenienti da altre realtà musicali e geografiche.

Parliamo della scena musicale locale? c'è chi dice che sia quasi inesistente e chi invece pensa che sia molto florida. Lei cosa ne pensa?
Credo che la scena sia abbastanza ricca di talenti e di interessanti formazioni. Quello che invece manca sono gli spazi ove esibirsi. Ci sono pochi locali che fanno musica dal vivo con continuità e coerenza di stili.

A prescindere dal genere suonato, quanto è importante lo studio della musica per potersi esprimere al meglio? la "teoria musicale" puo essere un vantaggio o uno svantaggio?
Belisario Fauzzi Non so se le parole vantaggio o svantaggio siano quelle giuste. Sicuramente è importante cercare di approfondire il più possibile la conoscenza del proprio strumento e della teoria musicale ad es. l’armonia, però soprattutto nel jazz sono tanti gli esempi storici di musicisti che pur avendo avuto una minima conoscenza teorica sono stati riconosciuti come dei “grandi” (es. Chet Baker) e penso che ciò sia accaduto anche negli altri generi.

Per concludere, lasci un consiglio per chi si è avvicinato da poco ad uno strumento ed al mondo della musica visto da chi suona.
Avere tanta pazienza ah..ah…ah..ma soprattutto pur approcciando con serietà lo strumento scelto suonare con divertimento. Se suonare diventa un peso forse è meglio cercare altre forme di espressione.

Per ultieriori informazioni: www.cooperativacmc.com - http://www.soycalifa.it

L'intervista @ Jecks


 

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